TUTTO QUEL CHE C’E’ DA SAPERE SULLA NOSTRA PELLE

La vacchetta, materiale di elezione de Il Bisonte fin dalla fondazione del brand, è una pelle di alta qualità lavorata con la tecnica naturale della concia al vegetale, un procedimento antichissimo praticato in Toscana da millenni.

La vacchetta proviene dalla spalla del bovino adulto – la parte più pregiata dell’animale per la produzione di articoli di pelletteria – e si distingue per la sua morbidezza, per il suo profumo e per la patina dorata che la copre col passare del tempo.

DA DOVE VIENE

Rigorosamente Made in Italy, tutta la pelle di vacchetta con cui vengono realizzate le borse e gli accessori de Il Bisonte viene acquistata da cinquant’anni nelle stesse concerie artigianali di Santa Croce sull’Arno, il più antico e importante distretto manifatturiero italiano dedicato alla produzione del pellame.

<< Indice

COME SI PRODUCE

La qualità richiede tempo e la vacchetta non fa eccezione a questa regola. Da quando le pelli grezze, conservate sotto sale, cominciano a essere lavorate a quando sono pronte per essere utilizzate passano non meno di 20 giorni.

L’intero processo produttivo si compie all’interno della conceria.

Una volta selezionate, le pelli vengono innanzitutto “rinverdite”, cioè lavate e reidratate. Passano poi nei bottali, dei grandi contenitori cilindrici in legno stagionato e a tenuta stagna, simili a gigantesche lavatrici. Qui, grazie all’impiego della calce, vengono eliminati pelo ed epidermide. La pelle è pronta per la decalcinazione, la macerazione e lo sgrassaggio, che avvengono attraverso numerosi passaggi in bottali diversi.

La vacchetta viene poi lavorata con grassi animali e trattata con il tannino e le aniline, entrambi vegetali, e poi lasciata asciugare.

Al termine dell’essiccamento per ottimizzarne qualità e aspetto un passaggio fondamentale è costituito dalla follonatura, una lavorazione a secco (senza acqua) che con l’aiuto del calore spezza le fibre interne della pelle rendendola particolarmente morbida al tatto. E’ in questa fase che si stabilisce anche se evidenziare la grana della pelle o renderla più omogenea alla vista.

COME E PERCHÉ INVECCHIA

I conciatori lo ripetono in continuazione: per comprendere davvero la qualità e l’autenticità di una borsa o di un accessorio in pelle di vacchetta bisogna sottoporla alla prova del tempo. Subito dopo la concia, infatti, non è semplice distinguere una pelle conciata chimicamente da una trattata al vegetale. L’unica prova eloquente della sua naturalezza è la capacità di invecchiare splendidamente.

Se la vacchetta cambia col passare del tempo diventando sempre più bella è in gran parte merito del tannino, il più antico segreto della magia della concia al vegetale.

Il tannino è una sostanza naturale che si estrae dalla corteccia, dalla foglie o dalle radici di alcune piante come il castagno, la mimosa e il quebracho. Impiegato nella lavorazione delle pelli, garantisce di ottenere colori caldi, profumi di bosco, morbidezza sorprendente e resistenza inaspettata.

Tutti i prodotti in vacchetta de Il Bisonte invecchiano senza rovinarsi, anche quelli in colori diversi dal naturale.

<< Indice

UNICITÀ

Le borse e gli accessori di pelle di vacchetta conciata al vegetale hanno una caratteristica straordinaria: assorbono il vissuto di chi le usa.

Questo prodigio, che rende unico ogni oggetto in vacchetta, è il frutto dell’alchimia irripetibile generata dalla combinazione sempre diversa tra la pelle, la luce del sole e la vita quotidiana di ciascun individuo. Il trascorrere del tempo cambia e matura la pelle, la copre di una magnifica patina dorata la cui intensità diventa un testimone eloquente delle storie che ogni vita ha da raccontare.

Scegliere di indossare una borsa in vacchetta significa regalarsi una magia unica che dura una vita intera.

<< Indice

SOSTENIBILITÀ

Nessun animale viene ucciso appositamente per produrre vacchetta. Le pelli utilizzate da Il Bisonte derivano solo ed esclusivamente da animali abbattuti per uso alimentare che – se non utilizzate – creerebbero gravi problemi di smaltimento.

La vacchetta de Il Bisonte è conciata al vegetale. Questo significa che per la sua produzione non vengono impiegati né il cromo né altre sostanze dannose per l’uomo e per l’ambiente. Il bando di agenti tossici come i coloranti azoici, il nichel e il pentaclorofenolo riduce il rischio di intolleranze legate all’utilizzo quotidiano di borse e oggetti di piccola pelletteria che risultano ben tollerati anche dagli allergici ai metalli pesanti.

A fine vita, grazie alle sue caratteristiche chimico-biologiche, la vacchetta conciata al vegetale può essere smaltita con facilità.

Anche la maggior parte delle sostanze utilizzate durante la lavorazione delle pelli viene recuperata, lavorata e riutilizzata in altri settori. Il pelo tolto dalle pelli grezze, ad esempio, è reimpiegato in agricoltura come fertilizzante mentre i fanghi provenienti dai depuratori vengono riutilizzati in edilizia per la produzione di laterizi.

<< Indice

TIPOLOGIE

Il Bisonte utilizza solo pelle pieno fiore, la più naturale della sua categoria e tra le più pregiate in commercio. Le rughe tipiche del materiale e le piccole discontinuità superficiali ne testimoniano naturalezza e alta qualità.

Oltre alla vacchetta classica, il Bisonte utilizza anche la “vacchetta vintage”, sottoposta a una lavorazione speciale che ammorbidisce ulteriormente la pelle e le conferisce da subito un effetto vissuto. La vacchetta vintage è impiegata soprattutto nelle collezioni uomo e nelle creazioni con un tocco sportivo.

La pelle di vacchetta metallizzata, che si ottiene applicando sulla pelle una speciale pellicola a base vegetale, invecchia come le altre senza presentare il tipico “sfogliamento” delle pelle colorata trattata chimicamente.

<< Indice

LAVORAZIONI

Le speciali e peculiari caratteristiche della vacchetta consentono di impiegarla nella creazione di borse e accessori in pelle che richiedono lavorazioni di grande pregio artigianale come la costola al naturale, gli interni sfoderati, le cuciture fatte a mano per unire il corpo della borsa a maniglie e tracolla.

ETIMOLOGIA E NOTE STORICHE

Il termine vacchetta è il diminutivo di vacca. Per estensione indica la pelle del bestiame vaccino. In italiano arcaico con “vacchetta” s’intendeva un libro di pelle in cui in si scrivevano giornalmente le spese minute di una famiglia. Nelle sacrestie indicava il registro delle messe.

L’arte della concia al vegetale ha origini preistoriche, ben documentate in tutta la Toscana. Nell’antichità le pelli di vacchetta, grazie alla loro straordinaria resistenza all’usura, erano impiegate prevalentemente per realizzare le scarpe dei pastori e dei militari e le bisacce da caccia.

Il procedimento della concia aveva regole ferree già ai tempi nel Medioevo e nel Rinascimento. A stabilirle, fin dal tempo delle Arti e delle Corporazioni della Repubblica Fiorentina, era lo Statuto dell’Arte Minore dei Cuoiai, maestri artigiani eredi di un’esperienza secolare nel miscelare i tannini estratti dalle piante e nel lavorare le pelli in modo artigianale e manuale.

<< Indice