Scultura in porcellana dipinta di un bisonte che lotta con un ghepardo, realizzata da una manifattura della Germania dell’Est.

Secondo un’antica credenza, riportata da Aristotele e ripresa da Leonardo da Vinci, l’arma segreta dei bisonti in battaglia non era costituita dalla loro stazza imponente (attivano a pesare 900 kg) né dalle loro corna, bensì gli escrementi.

Racconta il filosofo greco: “Le corna sono ricurve, piegate una verso l’altra e dunque inutilizzabili per le azioni di difesa […]. Il ciuffo arriva fino agli occhi, ed è in conseguenza di ciò che l’animale tende a slanciarsi obliquamente […]. Quando viene colpito, fugge, e continua fino a quando riesce a resistere. Si difende tirando calci ed espellendo escrementi che scaglia anche fino ad arrivare a quattro tese. È con facilità e spesso che si avvale di quest’arma di difesa, che ha il potere di bruciare ciò che tocca, tanto che il pelo dei cani ne viene spazzato via. Gli escrementi, comunque, producono questo effetto quando il bisonte è turbato e spaventato, mentre, se l’animale è tranquillo, non infiammano”.

35×22,5×12,7 cm