LA STRAORDINARIA COLLEZIONE DI BISONTI DI WANNY DI FILIPPO

A chi gli chiede come mai abbia scelto un nome così insolito per la sua azienda di borse e accessori di pelle Wanny Di Filippo risponde: “Perché sono innamorato dei bisonti: rappresentano pace e forza insieme”.

La storia d’amore tra il fondatore e ambasciatore del brand e il bisonte è sbocciata sul finire degli Anni Sessanta. Da allora Wanny non ha mai smesso di collezionare opere d’arte, manufatti d’uso quotidiano e “oggetti affettivi” dedicati a questo animale. Ne è nata una collezione incredibile che custodisce nel Museo del Bisonte di Palazzo Corsini, nel cuore di Firenze.

Più di 2000 i pezzi finora catalogati: quadri, sculture, stampe, artigianato artistico in materie preziose provenienti da ogni parte del mondo; giocattoli, peluche e flipper; mattarelli di legno e pipe d’osso; bronzi ottocenteschi e magnifici vetri di Murano; monete americane e fibbie; francobolli polacchi, cartoline d’epoca e libri in tutte le lingue; ceramiche Art Decò e pagine di giornale; palle di Natale, bottiglie di vodka, mobili e cravatte.

Quella di Wanny è una magnifica ossessione e la sua straordinaria raccolta di memorabilia è il tempio in continua evoluzione di una vera e propria bisonte-mania.

Dietro ogni oggetto c’è una storia, un’amicizia, un viaggio, un luogo, un’ideale, un gioco.

Visitare il Museo del Bisonte con Wanny Di Filippo è un’esperienza unica. Se ne esce storditi dalla mescolanza di cronaca e aneddoti, di oggetti preziosi e carne in scatola, di sogni e scherzi, in un continuo sbalzo di registro capace di sorprendere senza fine.

Resta addosso la sensazione di aver vissuto qualche pezzo dell’incredibile vita di Wanny. E di essere stati contagiati dalla sua tenace empatia nei confronti della storia tormentata di un animale le cui vicende (fatte di valori simbolici, stermini, resistenza e rinascita) si incrociano con quelle dell’uomo e con il suo immaginario fin dagli albori della civiltà.

LA COLLEZIONE

LA COLLEZIONE NELLA COLLEZIONE

Memorabilia dalla Pan-American Exhibition del 1901

Buffalo, NY, 1901: 8 milioni di persone visitano la Pan-American Exhibition, la più grande manifestazione mai tenutasi nella città che prende il nome dal “buffalo”, il bisonte americano. L’immagine dell’animale rimbalza per tutta l’America, impressa sulle cartoline, stampata sui manifesti, incisa sui gadget. Ne vengono prodotti e venduti  così tanti da far dire agli esperti di comunicazione che fu quello l’anno e il luogo di nascita del merchandising di massa.

Tra le mirabolanti architetture temporanee della Pan-American Exhibition vengono presentate scoperte tecnologiche di portata rivoluzionaria (come i dispositivi per le indagini diagnostiche a a Raggi X e le macchine da scrivere elettriche) e viene assassinato un presidente degli USA. Il luogo della sua morte è il più visitato negli ultimi due mesi della manifestazione. Per il resto del tempo il primato spetta al bisonte: nella sezione Etnologica, dedicata ai manufatti e alle tradizioni degli Indiani d’America e al loro animale simbolo, si concentra il 75% dei visitatori.

Un’intera sezione del Museo del Bisonte è dedicata ai souvenir dell’esposizione: custodite in solide teche di legno e vetro ci sono buste, portamonete, portapillole, portasigari, fermacarte, tagliacarte, cucchiaini, spille, piattini, medaglie, gettoni, boccali, talvolta conservati insieme alle loro confezioni originali o a ricordi dei vecchi proprietari.