La collaborazione tra il Bisonte e la più importante sede espositiva fiorentina dedicata all’arte moderna e contemporanea è nata nel 2008 dall’amicizia tra Wanny Di Filippo, fondatore e ambasciatore del brand, e James Bradburne, allora direttore della Fondazione Palazzo Strozzi. Da quel momento e fino all’inizio della pandemia, in occasione di ogni mostra Il Bisonte ha inventato una “sacca delle meraviglie”.
Lungi dall’essere un oggetto di ricercato merchandising, ogni borsa creata per Palazzo Strozzi è un autentico “museo in valigia” che accompagna bambini e famiglie alla scoperta delle opere esposte. Al suo interno ci sono mappe per orientarsi, colori per disegnare, lenti d’ingrandimento, giochi e quiz, tutti ideati insieme al Dipartimento Educazione della fondazione per rendere uniche e indimenticabili anche le visite fatte in autonomia.
Immaginate come un invito implicito alla lentezza, le “art bags” consentono di concedersi del tempo di qualità per guardare e per pensare, per imitare e per rielaborare, dando un avvio sempre nuovo al percorso di ricerca di un dialogo autentico e vivace tra l’opera e il suo fruitore. Ma sono anche una dichiarazione d’intenti, che ci ricorda che l’arte è per tutti, che non c’è un solo modo di interpretarla e che ognuno di noi ha il diritto di guardarla con i suoi occhi.
Alcune delle special-edition Il Bisonte per Palazzo Strozzi sono inventate ex-novo, come la “Cappelliera dell’illusionista” creata per la mostra sul trompe l’œil; il cubo disegnato per Picasso (2011) e la borsa-gommone ideata per la grande retrospettiva su Ai Wei Wei (2016). Altre, invece, sono creazioni iconiche del brand che – prendendo ispirazione dal tema generale della mostra o da un’opera-simbolo della stessa – cambiano forma, colore e funzione con camaleontica abilità.