IL BISONTE MAG #06
ART BAGS
IL BISONTE CON PALAZZO STROZZI
IL BISONTE PER LA GRANDE ARTE DI PALAZZO STROZZI
La collaborazione tra il Bisonte e la più importante sede espositiva fiorentina dedicata all’arte moderna e contemporanea è nata nel 2008 dall’amicizia tra Wanny Di Filippo, fondatore e ambasciatore del brand, e James Bradburne, allora direttore della Fondazione Palazzo Strozzi. Da quel momento e fino all’inizio della pandemia, in occasione di ogni mostra Il Bisonte ha inventato una “sacca delle meraviglie”. Lungi dall’essere un oggetto di ricercato merchandising, ogni borsa creata per Palazzo Strozzi è un autentico “museo in valigia” che accompagna bambini e famiglie alla scoperta delle opere esposte. Al suo interno ci sono mappe per orientarsi, colori per disegnare, lenti d’ingrandimento, giochi e quiz, tutti ideati insieme al Dipartimento Educazione della fondazione per rendere uniche e indimenticabili anche le visite fatte in autonomia. Immaginate come un invito implicito alla lentezza, le “art bags” consentono di concedersi del tempo di qualità per guardare e per pensare, per imitare e per rielaborare, dando un avvio sempre nuovo al percorso di ricerca di un dialogo autentico e vivace tra l’opera e il suo fruitore. Ma sono anche una dichiarazione d’intenti, che ci ricorda che l’arte è per tutti, che non c’è un solo modo di interpretarla e che ognuno di noi ha il diritto di guardarla con i suoi occhi.
Alcune delle special-edition Il Bisonte per Palazzo Strozzi sono inventate ex novo, come la “Cappelliera dell’illusionista” creata per la mostra sul trompe l’oeil; il cubo disegnato per Picasso (2011) e la borsa-gommone ideata per la grande retrospettiva su Ai Wei Wei (2016). Altre, invece, sono creazioni iconiche del brand che – prendendo ispirazione dal tema generale della mostra o da un’opera-simbolo della stessa – cambiano forma, colore e funzione con camaleontica abilità. L’intera collezione è conservata nell’archivio storico del brand, insieme a oltre tremila borse e accessori che testimoniano l’inesauribile capacità di innovazione e sperimentazione che sta alla base della cifra stilistica e della filosofia produttiva de Il Bisonte fin dai primi anni Settanta.
UN LABORATORIO CREATIVO
SPERIMANETARE INSIEME
240 metri. 300 passi: la distanza che separa Palazzo Strozzi da Palazzo Corsini – sede del negozio da cui ha preso avvio la storia de Il Bisonte – si copre con una passeggiata di soli tre minuti nel cuore più antico di Firenze. Ed è proprio dalla prossimità, anzi da un’amicizia, che diciotto anni fa è nata, quasi per gioco, la collaborazione tra la Fondazione Palazzo Strozzi e la nostra azienda.
Mi piace pensare a questa partnership come a un laboratorio creativo fuori dall’ordinario, in cui il nostro brand ha trovato una miriade di occasioni per sperimentare con forme e materiali e per confrontarsi con il genio e il talento dei più grandi artisti della storia.
Tutte le borse dei “family kit” di Palazzo Strozzi sono state inventate dal nostro fondatore e realizzate a mano dai maestri artigiani della filiera de Il Bisonte. La loro capacità di tenere insieme inventiva, abilità tecnica e funzionalità è espressione di un saper-fare autentico, che affonda le radici nel passato e, allo stesso tempo, guarda al presente e al futuro con curiosità, coraggio e desiderio di sperimentare.
Queste creazioni stravaganti prodotte in edizione limitata sono un pezzo della nostra storia e meritano di essere raccontate, proprio come le borse best seller che più hanno contribuito a costruire il nostro successo nel mondo.
Hideo Shiomoto
Managing Director of Il Bisonte S.p.A.
IL MODELLO STROZZI
EDUCARE LO SGUARDO
Palazzo Strozzi è un magnifico palazzo, capolavoro indiscusso dell’architettura rinascimentale. Ed è un centro espositivo che – grazie alle sue grandi rassegne dedicate ai maestri del Rinascimento, come Donatello e Beato Angelico, e a progetti espositivi sviluppati insieme a protagonisti dell’arte di oggi come Ai Weiwei, Marina Abramovic, Olafur Eliasson, Tracey Emin e Jeff Koons – ha saputo diventare un saldo punto di riferimento per chi, in tutto il mondo, ama l’arte.
Quello che lo rende davvero speciale, però, non sono né la magnificenza delle sue sale né i successi da capogiro delle sue mostre. Palazzo Strozzi è speciale soprattutto perché è un luogo aperto e accessibile, dove l’arte diventa uno strumento di confronto, un esercizio di pensiero critico e un’esperienza concreta di cittadinanza culturale attiva. Ogni esposizione mette in dialogo opere e persone attraverso un programma educativo che non lascia indietro nessuno e dedica, anzi, un’attenzione particolare alle persone con disabilità e ai pubblici fragili, con percorsi dedicati a persone con Alzheimer, Parkinson, autismo o disabilità sensoriali e cognitive.
A Il Bisonte siamo orgogliosi di aver dato e di continuare a dare il nostro piccolo contributo a questo straordinario laboratorio di cultura condivisa in cui arte antica, moderna e contemporanea dialogano davvero con il presente e con ciascuno di noi.
UN LABORATORIO CREATIVO
SPERIMANETARE INSIEME
240 metri. 300 passi: la distanza che separa Palazzo Strozzi da Palazzo Corsini – sede del negozio da cui ha preso avvio la storia de Il Bisonte – si copre con una passeggiata di soli tre minuti nel cuore più antico di Firenze. Ed è proprio dalla prossimità, anzi da un’amicizia, che diciotto anni fa è nata, quasi per gioco, la collaborazione tra la Fondazione Palazzo Strozzi e la nostra azienda.
Mi piace pensare a questa partnership come a un laboratorio creativo fuori dall’ordinario, in cui il nostro brand ha trovato una miriade di occasioni per sperimentare con forme e materiali e per confrontarsi con il genio e il talento dei più grandi artisti della storia.
Tutte le borse dei “family kit” di Palazzo Strozzi sono state inventate dal nostro fondatore e realizzate a mano dai maestri artigiani della filiera de Il Bisonte. La loro capacità di tenere insieme inventiva, abilità tecnica e funzionalità è espressione di un saper-fare autentico, che affonda le radici nel passato e, allo stesso tempo, guarda al presente e al futuro con curiosità, coraggio e desiderio di sperimentare.
Queste creazioni stravaganti prodotte in edizione limitata sono un pezzo della nostra storia e meritano di essere raccontate, proprio come le borse best seller che più hanno contribuito a costruire il nostro successo nel mondo.
Hideo Shiomoto
Managing Director of Il Bisonte S.p.A.
IL BISONTE PER LA GRANDE ARTE DI PALAZZO STROZZI
La collaborazione tra il Bisonte e la più importante sede espositiva fiorentina dedicata all’arte moderna e contemporanea è nata nel 2008 dall’amicizia tra Wanny Di Filippo, fondatore e ambasciatore del brand, e James Bradburne, allora direttore della Fondazione Palazzo Strozzi. Da quel momento e fino all’inizio della pandemia, in occasione di ogni mostra Il Bisonte ha inventato una “sacca delle meraviglie”. Lungi dall’essere un oggetto di ricercato merchandising, ogni borsa creata per Palazzo Strozzi è un autentico “museo in valigia” che accompagna bambini e famiglie alla scoperta delle opere esposte. Al suo interno ci sono mappe per orientarsi, colori per disegnare, lenti d’ingrandimento, giochi e quiz, tutti ideati insieme al Dipartimento Educazione della fondazione per rendere uniche e indimenticabili anche le visite fatte in autonomia. Immaginate come un invito implicito alla lentezza, le “art bags” consentono di concedersi del tempo di qualità per guardare e per pensare, per imitare e per rielaborare, dando un avvio sempre nuovo al percorso di ricerca di un dialogo autentico e vivace tra l’opera e il suo fruitore. Ma sono anche una dichiarazione d’intenti, che ci ricorda che l’arte è per tutti, che non c’è un solo modo di interpretarla e che ognuno di noi ha il diritto di guardarla con i suoi occhi.
Alcune delle special-edition Il Bisonte per Palazzo Strozzi sono inventate ex novo, come la “Cappelliera dell’illusionista” creata per la mostra sul trompe l’oeil; il cubo disegnato per Picasso (2011) e la borsa-gommone ideata per la grande retrospettiva su Ai Wei Wei (2016). Altre, invece, sono creazioni iconiche del brand che – prendendo ispirazione dal tema generale della mostra o da un’opera-simbolo della stessa – cambiano forma, colore e funzione con camaleontica abilità. L’intera collezione è conservata nell’archivio storico del brand, insieme a oltre tremila borse e accessori che testimoniano l’inesauribile capacità di innovazione e sperimentazione che sta alla base della cifra stilistica e della filosofia produttiva de Il Bisonte fin dai primi anni Settanta.
IL MODELLO STROZZI>EDUCARE LO SGUARDO
Palazzo Strozzi è un magnifico palazzo, capolavoro indiscusso dell’architettura rinascimentale. Ed è un centro espositivo che – grazie alle sue grandi rassegne dedicate ai maestri del Rinascimento, come Donatello e Beato Angelico, e a progetti espositivi sviluppati insieme a protagonisti dell’arte di oggi come Ai Weiwei, Marina Abramovic, Olafur Eliasson, Tracey Emin e Jeff Koons – ha saputo diventare un saldo punto di riferimento per chi, in tutto il mondo, ama l’arte.
Quello che lo rende davvero speciale, però, non sono né la magnificenza delle sue sale né i successi da capogiro delle sue mostre. Palazzo Strozzi è speciale soprattutto perché è un luogo aperto e accessibile, dove l’arte diventa uno strumento di confronto, un esercizio di pensiero critico e un’esperienza concreta di cittadinanza culturale attiva. Ogni esposizione mette in dialogo opere e persone attraverso un programma educativo che non lascia indietro nessuno e dedica, anzi, un’attenzione particolare alle persone con disabilità e ai pubblici fragili, con percorsi dedicati a persone con Alzheimer, Parkinson, autismo o disabilità sensoriali e cognitive.
A Il Bisonte siamo orgogliosi di aver dato e di continuare a dare il nostro piccolo contributo a questo straordinario laboratorio di cultura condivisa in cui arte antica, moderna e contemporanea dialogano davvero con il presente e con ciascuno di noi.
2008
UN CESTO DA PICNIC PER L’ARTE DEGLI IMPRESSIONISTI
Gli Impressionisti dipingevano en plein air, all’aperto. Lo spirito delle loro giornate trascorse a dialogare con i movimenti del sole, i colori mutevoli del cielo e il fruscio degli alberi rivive nel cesto da pic-nic creato per la mostra “Dipingere la luce: le tecniche nascoste degli Impressionisti”. All’interno del paniere in vimini intrecciato – foderato con l’iconica tela a righe multicolore de Il Bisonte e rifinito con dettagli in pelle – c’è tutto il necessario per mettersi sulle loro tracce. E, grazie a un’essenza creata appositamente da Lorenzo Villoresi, è perfino possibile immaginare i profumi dei loro luoghi prediletti.
2009
LA VALIGIA DELLA REGINA PER GLI ARAZZI DI CATERINA DE’ MEDICI
Ideata in occasione della mostra “Caterina e Maria de’ Medici: donne al potere”, la special edition dell’iconica Doctor Bag de Il Bisonte è fatta con un tessuto-tappeto, con fiori in ciniglia. Materiali e trame richiamano esplicitamente i magnifici arazzi Valois di Antoine Caron, che ritraggono Caterina – la Medici divenuta regina di Francia – come una vedova-guerriera che rivendica il diritto di regnare in nome dei suoi figli. All’interno della borsa, insieme a indovinelli e schede di approfondimento, ci sono anche i costumi per recitare delle mini-piece ispirate alla sua storia.
2009
LA VALIGIA DELLA REGINA PER GLI ARAZZI DI CATERINA DE’ MEDICI
Ideata in occasione della mostra “Caterina e Maria de’ Medici: donne al potere”, la special edition dell’iconica Doctor Bag de Il Bisonte è fatta con un tessuto-tappeto, con fiori in ciniglia. Materiali e trame richiamano esplicitamente i magnifici arazzi Valois di Antoine Caron, che ritraggono Caterina – la Medici divenuta regina di Francia – come una vedova-guerriera che rivendica il diritto di regnare in nome dei suoi figli. All’interno della borsa, insieme a indovinelli e schede di approfondimento, ci sono anche i costumi per recitare delle mini-piece ispirate alla sua storia.
2009
UNA BISACCIA PER GALILEO GALILEI
Una bisaccia in pelle conciata al vegetale piena di tasche è la creazione realizzata celebrare il 400° anniversario delle prime osservazioni galileiane della luna per mezzo del telescopio, festeggiato da Palazzo Strozzi con la mostra “Galileo. Immagini dell’universo dall’antichità al telescopio”. Al suo interno, strumenti astronomici e taccuini didattici illustrati guidano grandi e piccini attraverso un’originale riflessione su come, nel corso del tempo, sia cambiata la percezione del movimento di astri e pianeti e la nostra relazione con ciò che sta oltre quello che vediamo a occhio nudo.
2009 – 2010
LA CAPPELLIERA DELL’ILLUSIONISTA PER LE MERAVIGLIE DEL TROMPE L’OEIL
Gli artisti si divertono a ingannare i nostri sensi e lo fanno più spesso e più sottilmente di quanto si creda. Ce lo ricorda la cappelliera dell’illusionista disegnata da Wanny Di Filippo per la mostra “Inganni ad Arte – Meraviglie del trompe l’oeil dall’antichità al contemporaneo”.
Oltre che con i giochi al suo interno – ideati per sviare tatto, gusto, olfatto, udito e vista – la valigetta prende in giro lo spettatore anche con il suo involucro in pelle, rivestito da un ologramma lenticolare. Il fanciullo in fuga da una cornice riproduce l’opera “Escapando de la critica” (1874) di Pere Borrel del Caso.
2009 – 2010
LA CAPPELLIERA DELL’ILLUSIONISTA PER LE MERAVIGLIE DEL TROMPE L’OEIL
Gli artisti si divertono a ingannare i nostri sensi e lo fanno più spesso e più sottilmente di quanto si creda. Ce lo ricorda la cappelliera dell’illusionista disegnata da Wanny Di Filippo per la mostra “Inganni ad Arte – Meraviglie del trompe l’oeil dall’antichità al contemporaneo”.
Oltre che con i giochi al suo interno – ideati per sviare tatto, gusto, olfatto, udito e vista – la valigetta prende in giro lo spettatore anche con il suo involucro in pelle, rivestito da un ologramma lenticolare. Il fanciullo in fuga da una cornice riproduce l’opera “Escapando de la critica” (1874) di Pere Borrel del Caso.
2010
LA VALIGIA METAFISICA PER GIORGIO DE CHIRICO
Ideata per la mostra “De Chirico, Max Ernst, Magritte, Balthus. Uno sguardo nell’invisibile”, questa valigia è il passaporto perfetto per un viaggio metaforico attraverso l’arte del Novecento. Gli adesivi vintage che la decorano alludono ai più significativi viaggi di De Chirico. Fu proprio durante uno di questi viaggi che l’artista immaginò per la prima volta le sue città spazzate dal vento, le sue figure solitarie e le sue statue che fissano ciecamente lo spazio. Quando successe, si trovava in Piazza Santa Croce a Firenze, a pochi passi da Palazzo Strozzi e dal laboratorio di pelletteria da cui è cominciata la storia de Il Bisonte.
2010 – 2011
UN CORSETTO PREZIOSO PER IL BRONZINO
Pittore prediletto di Cosimo I de’ Medici, il Bronzino ha ritratto come nessun altro l’aristocratico splendore della corte medicea. In occasione della mostra “Bronzino. Pittore e poeta alla corte dei Medici”, Il Bisonte ha reso omaggio alla straordinaria eleganza delle figure femminili delle sue opere con una borsa a tracolla in pelle rossa, con una delicata stampa floreale e profili color bronzo. I preziosi intrecci di perle che la decorano imitano quelli dell’indimenticabile bustino indossato da Eleonora di Toledo per il celebre ritratto dedicatole proprio dal Bronzino nel 1545.
2010 – 2011
UN CORSETTO PREZIOSO PER IL BRONZINO
Pittore prediletto di Cosimo I de’ Medici, il Bronzino ha ritratto come nessun altro l’aristocratico splendore della corte medicea. In occasione della mostra “Bronzino. Pittore e poeta alla corte dei Medici”, Il Bisonte ha reso omaggio alla straordinaria eleganza delle figure femminili delle sue opere con una borsa a tracolla in pelle rossa, con una delicata stampa floreale e profili color bronzo. I preziosi intrecci di perle che la decorano imitano quelli dell’indimenticabile bustino indossato da Eleonora di Toledo per il celebre ritratto dedicatole proprio dal Bronzino nel 1545.
2011
UN CUBO MULTICOLORE PER PICASSO, MIRÓ E DALÍ
Con il suo divertito gioco di forme e parole, un cubo di pelle rende omaggio all’inventore del cubismo, mentre le sue facce di tre colori diversi raccontano la molteplicità di declinazioni estetiche che ha accompagnato la nascita di un’idea nuova di arte. Ideata da Il Bisonte per la mostra “Picasso, Miró, Dalí. Giovani e arrabbiati: la nascita della modernità”, questa borsa stravagante nasconde al suo interno giochi e proposte di attività che conducono alla scoperta delle poetiche espressive dei tre padri della modernità spagnola, tutti nati in Catalogna e poi divenuti famosi di Francia.
2012 – 2013
IL MONOPOLY PER L’ARTE DEGLI ANNI TRENTA
Una classica “ventiquattro ore” che, come per magia, si trasforma in una tavola da Monopoly è il sorprendente omaggio reso da Il Bisonte alla mostra “Anni ’30. Arti in Italia oltre il fascismo”. Al posto di strade e alberghi ci sono Soffici, Carrà, Marino Marini, Sironi, Rosai, Morandi, De Pisis e Fontana, che – proprio negli stessi anni in cui veniva inventato il celebre gioco da tavolo – erano impegnati in una vivacissima sfida artistica tra classicismo e futurismo, tra espressionismo e astrattismo, tra arte monumentale e pittura da salotto.
2012 – 2013
IL MONOPOLY PER L’ARTE DEGLI ANNI TRENTA
Una classica “ventiquattro ore” che, come per magia, si trasforma in una tavola da Monopoly è il sorprendente omaggio reso da Il Bisonte alla mostra “Anni ’30. Arti in Italia oltre il fascismo”. Al posto di strade e alberghi ci sono Soffici, Carrà, Marino Marini, Sironi, Rosai, Morandi, De Pisis e Fontana, che – proprio negli stessi anni in cui veniva inventato il celebre gioco da tavolo – erano impegnati in una vivacissima sfida artistica tra classicismo e futurismo, tra espressionismo e astrattismo, tra arte monumentale e pittura da salotto.
2014 – 2015
IL MUSEO IN VALIGIA PER LA MODERNITÁ SPAGNOLA
La cartella creata per la mostra “Picasso e la modernità spagnola” è una vera e propria galleria immaginaria che – grazie a magneti, tasche nascoste e moschettoni – cambia forma e funzione in base al personalissimo progetto espositivo di ciascun visitatore. Disegnata con la stessa ingegnosità che caratterizza le celebri borse trasformabili ideate da Wanny Di Filippo negli Anni Settanta, la valigia si apre come un pop-up e svela al suo interno un museo in miniatura, da allestire con dipinti e sculture e immaginando percorsi di visita sempre nuovi.
2016 – 2017
LA BORSA GOMMONE PER AI WEIWEI
In occasione della mostra “Ai Weiwei. Libero”, il più famoso artista cinese vivente ha rivestito la facciata di Palazzo Strozzi con ventidue gommoni, simbolo dei salvataggi in mare di migliaia di persone in fuga da guerre, persecuzioni e carestie. La borsa in pelle creata da Il Bisonte ricorda forme e colori delle imbarcazioni dei migranti che dal Medio Oriente e dall’Africa attraversano il Mediterraneo diretti in Europa in cerca di pace e libertà. Nascosti al suo interno ci sono supporti didattici che guidano il percorso di visita tra installazioni monumentali, sculture, ritratti in LEGO, video e fotografie dal forte impatto politico e simbolico.
2016 – 2017
LA BORSA GOMMONE PER AI WEIWEI
In occasione della mostra “Ai Weiwei. Libero”, il più famoso artista cinese vivente ha rivestito la facciata di Palazzo Strozzi con ventidue gommoni, simbolo dei salvataggi in mare di migliaia di persone in fuga da guerre, persecuzioni e carestie. La borsa in pelle creata da Il Bisonte ricorda forme e colori delle imbarcazioni dei migranti che dal Medio Oriente e dall’Africa attraversano il Mediterraneo diretti in Europa in cerca di pace e libertà. Nascosti al suo interno ci sono supporti didattici che guidano il percorso di visita tra installazioni monumentali, sculture, ritratti in LEGO, video e fotografie dal forte impatto politico e simbolico.
2018
LA CARTELLA TAGLIATA PER LUCIO FONTANA
È ispirata ai celebri “tagli” di Lucio Fontana la cartella in pelle creata per la mostra “Nascita di una Nazione. Tra Guttuso, Fontana e Schifano”. Immaginata come uno straordinario viaggio tra arte, politica e società in Italia tra gli anni Cinquanta e il 1968, l’esposizione ha messo a confronto ottanta capolavori che raccontano decenni di tensioni sociali, politiche e culturali cominciate nell’immediato dopoguerra e culminate nelle contestazioni studentesche e operaie. In quegli stessi anni e con lo stesso spirito, Wanny Di Filippo cominciava a creare le sue borse, veri e propri manifesti dell’anticonvenzionalità e di una nuova aspirazione alla libertà.
2018 – 2019
LA BORSA IN FOGLIA D’ORO PER MARINA ABRAMOVIĆ
L’ultima borsa disegnata da Wanny Di Filippo per Palazzo Strozzi si chiama Marina, come la notissima e controversa protagonista dell’arte contemporanea, che ha rivoluzionato l’idea di performance mettendo costantemente alla prova il proprio corpo, i suoi limiti e le sue potenzialità di espressione. La creazione ideata per la memorabile retrospettiva a lei dedicata (“Marina Abramović – The cleaner”) è una borsa a mano in pelle lucida su cui campeggiano il nome della sacerdotessa della Body Art e delle applicazioni di pelle dorata, ispirate all’iconografia-guida dell’esposizione, con il volto dell’artista coperto di foglia d’oro.
2018 – 2019
LA BORSA IN FOGLIA D’ORO PER MARINA ABRAMOVIĆ
L’ultima borsa disegnata da Wanny Di Filippo per Palazzo Strozzi si chiama Marina, come la notissima e controversa protagonista dell’arte contemporanea, che ha rivoluzionato l’idea di performance mettendo costantemente alla prova il proprio corpo, i suoi limiti e le sue potenzialità di espressione. La creazione ideata per la memorabile retrospettiva a lei dedicata (“Marina Abramović – The cleaner”) è una borsa a mano in pelle lucida su cui campeggiano il nome della sacerdotessa della Body Art e delle applicazioni di pelle dorata, ispirate all’iconografia-guida dell’esposizione, con il volto dell’artista coperto di foglia d’oro.
Un nuovo capitolo
Insieme alla collezione SS27, Il Bisonte presenta un nuovo capitolo della sua collaborazione con Palazzo Strozzi, ancora una volta all’insegna dell’educazione al bello. In occasione della grande mostra “Rothko a Firenze” l’azienda fiorentina di alta pelletteria artigianale rinnova la sua presenza nelle sale del palazzo con una special edition in pelle conciata al vegetale e tessuto, disegnata in esclusiva per le guide di Palazzo Strozzi.

Un nuovo capitolo
Insieme alla collezione SS27, Il Bisonte presenta un nuovo capitolo della sua collaborazione con Palazzo Strozzi, ancora una volta all’insegna dell’educazione al bello. In occasione della grande mostra “Rothko a Firenze” l’azienda fiorentina di alta pelletteria artigianale rinnova la sua presenza nelle sale del palazzo con una special edition in pelle conciata al vegetale e tessuto, disegnata in esclusiva per le guide di Palazzo Strozzi.











